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La Tana di Jeko

Il futuro arriverà, prima o poi

La Tana di Jeko

Categoria: Poesie

Morgenstern III

Quando incrocio il suo sguardo, mi dona il riposo agognato
Niente più caos nella mia testa, solo positività e calore
Tale da eclissare una galassia di stelle eguali al Sole
La forma della sua voce e la geometria del suo corpo mi rapiscono cuore e mente
E mi è dolce naufragar in quelle linee e perdermi in un piacere ultraterreno
Lei non sa, o almeno credo non sappia, che la sola sua presenza e esistenza è una benedizione
Ogni suo piccolo particolare mi fa sognare
Le sue labbra, particolarmente quando sorride o le inclina all’ingiù, sono come un segno rosso su una splendida Luna.

Questa è una poesia interrotta a metà.
Come un bellissimo sogno, la bolla in cui galeggiavo si è rotta riportandomi alla realtà

Una brutta giornata, per quante di fila te ne capitino, rimane una singola brutta giornata.
Non è la prima che hai, non sarà l’ultima.
Le hanno anche i supereroi coi super poteri: Spiderman, Wolverine, Daredevil.
Tu però non hai super poteri, se avessi i soldi saresti più un Batman. O un Joker.
Per quanto la brutta giornata duri, rimane solo una brutta giornata
Può questo far di te un Joker o un Batman, ma non decide la brutta giornata. Lo decidi tu.
Non puoi sempre usare le brutte giornate come Alibi.
Da brutte giornate derivano grandi insegnamenti, tutto qui.
Tempo di andare in letargo, vecchio orso, e riposare, la primavera arriverà e mai più niente ti spegnerà e forse ritornerai a guardare la Stella del Mattino.

Morgenstern II

Guardo un cielo annuvolato e la tua luce è soltanto un ricordo
La mente punta speranzosa nella tua direzione e non ti vede
Brilli ancora nei sogni ,illumini momenti passati 
E c’è una quiete pesante.
Occhi brillanti come stelle vedrò ancora ?
Chiudo i miei e ci sono.
La Luna nasconde la stella del mattino
E il Sole urta la vista.
Il sipario si chiude e le nuvole piangono
Piove dentro, dove nessuno può vedere
E inevitabilmente togliersi le maschere
Forse recita anche quel bagliore che mi accarezzava da lontano
Eppure non posso che rivolgere lì il mio sguardo 

Morgenstern


Col naso rivolto al cielo vedo la luce che mi da forza
Non importa che sia lontana,
Non importa che sia impossibile da raggiungere.
So che è lì, la stella del mio mattino, questo mi basta per essere felice.
Finché brillerà, finché potrò osservarla,
Quella stella sarà il mio riferimento,
Un gusto dolce sovrapposto all’amarezza dell’abbandono.
Basta solo vederla brillare, la Venere della mia notte, e c’è pace.
Può spegnersi il Sole, che mi brucia
Impallidisce la Luna al suo confronto.
Il mio punto fisso, la mia rovina.
La stella del mattino, un desiderio impossibile e segreto.
La forza che mi sostiene, il dolore che mi porta alla perdizione. 

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