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La Tana di Jeko

Il futuro arriverà, prima o poi

La Tana di Jeko

Rage againts Vegani (Reloaded)

Tempo fa scrissi un articolo, su un vecchio blog perso nei meandri del cyberspazio, contro i vegani.
In realtà non era propriamente contro I Vegani, era più uno sfogo su quella cricca di vegani che si credono superiori agli altri per la loro scelta, condivisibile o meno, di vita.

E cosa c’è di più tedioso al mondo di persone che ti si avvicinano mentre mangi e ti guardano con lo sguardo vacuo, tu all’inizio ignori la faccenda pensando che è una coincidenza, poi lanci un paio di occhiate verso la direzione di questa sottospecie di cartonato vivente e allora chiedi, con tutta la gentilezza del mondo: “Sì?”
E, mannaggia alle coste cotte, apriti cielo.

“Ma non ti fai schifo?”
“Si, tutti i giorni, ma c’è un motivo particolare per cui dovrei farmi schifo adesso?” chiedo sarcasticamente, perché so già dove vuole andare a parare il piccolo Gollum sbavoso (Piccola parentesi, avete mai notato che sono tutti degli enormi cessi quelli che ti cagano il cazzo per qualsiasi cosa?), mentre abbasso il panino alla porchetta.
“Stai mangiando un cadavere”
“Bhe, già che è morto per questo motivo, perchè non mangiarlo?”
A questa frase il Gollum sbavoso inizia ad agitarsi e in lontananza sento una cantilena che devo sorbirmi ogni volta che ho la sfortuna di comunicare con un essere del genere:
“Non è etico mangiare delle creature indifese! Sai come vengono trattati prima di finire in quel tuo panino?!” ( ovviamente sto arricchendo lessicalmente il discorso perché altrimenti l’articolo sarebbe lungo due righe e mezzo e il 90% delle parole scritte sarebbe ‘Ciè’ )

Ecco, il problema di quei vegani, vegetariani, ossigeriani (o come si chiamano) è che pretendono di essere dalla parte del giusto, ma è così?
Davvero basta loro non mangiare carne per avere la coscienza a posto?
Un tantinello ipocrita e vigliacca come scelta.
Facile prendersela con i vegetali, che per loro scelta piantano radici in un posto per attingere nutrimenti dal terreno e appena crescono quel tanto che basta per essere commestibili vengono sdradicati, spiantati, strappati dal loro arbusto o albero per poi venire massacrati per fare la tua Cotoletta Veg.

Perché cazzo chiamate la vostra poltiglia verde Cotoletta?
Cotoletta è una parola italianizzata da un termine francese che significa COSTOLETTA perché, letteralmente, è carne vicino alle costole di un quadrupede a caso.
Chiamatela Poltiglia Verde Per Non Farsi Venire I Sensi Di Colpa, così vi sentite pure un po’ Master Chief.

Io concordo, in parte, con il discorso degli allevamenti intensivi.
Enormi quantità di piccoli e indifesi pulcini che vengono macinati per intero per fornire alle varie catene di fast food i ghiottisimi nuggets di pollo o ancora le enormi quantità di suini che si trasformano magicamentre i würstel.
Piuttosto che gridare allo scandalo, però, spingere a evitare allo spreco di tutto ‘sto Bendidìo portandone a chi ha fame non sarebbe meglio?

Quel che è morto, ahimè, non lo si può riportare in vita quindi tanto vale cibarsene, anche per far si che l’animale non sia morto invano (a questo non ci avevate mai pensato o ne ve ne infischiate?)

Quel che mi infastidisce di più di questi decelebrati, però, è il loro insistere che la loro scelta di vita sia la più etica verso gli animali.
Davvero? Ne siete sicuri al 100%?
Perchè l’inquinamento globale incrementa ad ogni migliaio di erbivori allevati, e questo sarebbe l’unico argomento valido alla vostra ‘causa’, ma se credete che sia totalmente etica e cruelty free il vostro preferire i vegetali, vi devo dare un paio di brutte notizie:

1) Almeno che non coltiviate la vostra frutta e verdura nel giardino di casa, senza pesticidi o qualsiasi altro mezzo per scacciare anche i più piccoli insetti (perchè ehi, sono animali anche quelli eh! O li considerate animali di classe b?), di sicuro comprate la vostra verdura da terzi, che a loro volta la comprano all’ingrosso nella peggior ipotesi e sapete questo cosa comporta?
A interi campi coltivati dove i contadini per proteggere le vostre amate e prezione verdure e ortaggi ammazzano insetti, piccoli mammifferi (tipo roditori) e tal volta anche talpe. Alla faccia del vostro senso di cruelty free

2)L’agricoltura, nel 2012 è stato riconosciuto questo fatto…tutt’ora convalidato, è la prima causa di deforestazione e dei gas serra.
E così mandiamo a benedire anche l’etica.

Il tuo pensiero, solo perché è diverso dal mio, non è migliore (e vice versa)
Sopratutto, se non è partorito da un cervello informato.

Jacopolemica is back

Morgenstern III

Quando incrocio il suo sguardo, mi dona il riposo agognato
Niente più caos nella mia testa, solo positività e calore
Tale da eclissare una galassia di stelle eguali al Sole
La forma della sua voce e la geometria del suo corpo mi rapiscono cuore e mente
E mi è dolce naufragar in quelle linee e perdermi in un piacere ultraterreno
Lei non sa, o almeno credo non sappia, che la sola sua presenza e esistenza è una benedizione
Ogni suo piccolo particolare mi fa sognare
Le sue labbra, particolarmente quando sorride o le inclina all’ingiù, sono come un segno rosso su una splendida Luna.

Questa è una poesia interrotta a metà.
Come un bellissimo sogno, la bolla in cui galeggiavo si è rotta riportandomi alla realtà

Una brutta giornata, per quante di fila te ne capitino, rimane una singola brutta giornata.
Non è la prima che hai, non sarà l’ultima.
Le hanno anche i supereroi coi super poteri: Spiderman, Wolverine, Daredevil.
Tu però non hai super poteri, se avessi i soldi saresti più un Batman. O un Joker.
Per quanto la brutta giornata duri, rimane solo una brutta giornata
Può questo far di te un Joker o un Batman, ma non decide la brutta giornata. Lo decidi tu.
Non puoi sempre usare le brutte giornate come Alibi.
Da brutte giornate derivano grandi insegnamenti, tutto qui.
Tempo di andare in letargo, vecchio orso, e riposare, la primavera arriverà e mai più niente ti spegnerà e forse ritornerai a guardare la Stella del Mattino.

Morgenstern II

Guardo un cielo annuvolato e la tua luce è soltanto un ricordo
La mente punta speranzosa nella tua direzione e non ti vede
Brilli ancora nei sogni ,illumini momenti passati 
E c’è una quiete pesante.
Occhi brillanti come stelle vedrò ancora ?
Chiudo i miei e ci sono.
La Luna nasconde la stella del mattino
E il Sole urta la vista.
Il sipario si chiude e le nuvole piangono
Piove dentro, dove nessuno può vedere
E inevitabilmente togliersi le maschere
Forse recita anche quel bagliore che mi accarezzava da lontano
Eppure non posso che rivolgere lì il mio sguardo 

Morgenstern


Col naso rivolto al cielo vedo la luce che mi da forza
Non importa che sia lontana,
Non importa che sia impossibile da raggiungere.
So che è lì, la stella del mio mattino, questo mi basta per essere felice.
Finché brillerà, finché potrò osservarla,
Quella stella sarà il mio riferimento,
Un gusto dolce sovrapposto all’amarezza dell’abbandono.
Basta solo vederla brillare, la Venere della mia notte, e c’è pace.
Può spegnersi il Sole, che mi brucia
Impallidisce la Luna al suo confronto.
Il mio punto fisso, la mia rovina.
La stella del mattino, un desiderio impossibile e segreto.
La forza che mi sostiene, il dolore che mi porta alla perdizione. 

Prologo

Se vi interessa una storia a lieto fine, siete finiti a leggere il racconto sbagliato, forse.
Non vi è niente di totalmente lieto nel finale di questa storia, così come non ve n’è traccia all’inizio, o nel mezzo.
Mi presento, sono Jeorgia Bruiskin e ho il triste dovere di documentare questa storia, per tanto vi consiglio di distogliere subito lo sguardo e guardare qualcosa di più allegro.
In questa storia non troverete sempre cose belle, anche perchè mi toccherà documentare la tristezza più grande di questo universo: l’Amore.

Iniziata come un racconto a episodi, sono stato convinto a ricalibrare il tutto per renderlo un racconto vero e proprio, stay tuned

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